INVIDIA

1) Cu ‘nci preia du me dolu, quandu u meu è vecchiu u soi è novu.
- Chi prova gioia del mio dolore, quando il mio è vecchio, il suo è nuovo-
(Viene detto per augurare il peggio a chi gioisce del dolore altrui)

2) I malanovi su comu a canigghia, cu i manda poi si pigghia.
- I cattivi auguri sono come la crusca, chi li manda poi li riceve-
( Detto quando un malaugurio si ritorce contro la persona che lo aveva pronunciato)

3) Nuju dissi mai: -lavati a facci ca si megghju i mia-.
-Nesssuno ha mai detto : “ lavati la faccia che sei migliore di me”-
(Riferito al fatto che nessuno è propenso a riconoscere la superiorità del prossimo)

4) A lingua non avi ossa ma rruppi l’ossa.
- La lingua non ha ossa ma rompe le ossa-
(Riferito al fatto che le parole feriscono se pronunciate da una lingua tagliente)

5) A gajina du vicinu pari na papara.
-La gallina del vicino sembra una papera-
(Simile a “l’erba del vicino è sempre più verde”)

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